Park Hyatt e le luci di Tokyo

lost in translation
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Avete presente il bar del film Lost In Translation in cui Bill Murray e Scarlett Johansson si rifugiano?

Ecco, io quel bancone l’ho toccato ed ammirato.

Ed è stato emozionantissimo.

No, non sono pazza.

ShinjukuVoglio dire, un bancone posso fotografarlo anche al bar sotto casa, ma non è la stessa cosa.

Come nei film..

Mi spiego meglio, la famosa pellicola di Sofia Coppola è ambientata a Tokyo e, precisamente, all’interno del Park Hyatt, un lussuoso albergo che sorge nel quartiere di Shinjuku, cuore pulsante della metropoli.

Tokyo

Impossibile non restare a bocca aperta una volta arrivati, tramite un’ascensore velocissima, al cinquantaduesimo piano di questo edificio immenso.

Di fronte a voi si aprirà uno scenario davvero mozzafiato, incorniciato da vetrate immense con tutta, e dico tutta, Tokyo ai vostri piedi.

L’emozione viene poi stroncata quando la gentile e benvestita signorina vi comunicherà che, dopo le ore 20:00, il costo solo per sedersi ammonta a circa 16 euro.

A testa, ovviamente. Ma poi, voglio dire, chi è che va al Park Hyatt e non ordina nulla da sorseggiare? Nessuno.

Tokio

Ma hey, signori, siamo a Tokyo!

A dodici ore e mezza da casa non possiamo farci spaventare da questo, soprattutto quando l’orchestra jazz di turno comincia a suonare e la cantante a deliziarti con una voce meravigliosa, quando il cameriere è prontamente attento a controllare quanto vino ti rimane nel bicchiere o a quanti stuzzichini hai ancora nel piatto, quando tutti hanno un occhio in più per ogni cliente.

Allora capisci davvero che l’eccellenza non ha prezzo ed ancora oggi, quando ripenso a quel bancone la prima cosa che mi viene in mente è:

” lo rifarei altre mille volte! “.

Tokyo by night

PS: Noi, però, siamo stati furbi, scegliendo di visitarlo l’ultimo giorno della vacanza! 😀

Marika

Sono legatissima alla mia Terra, il Molise.

Tuttavia credo di avere nel DNA un gene dedicato ai viaggi..

Per me spostarmi è una scarica di emozioni che mi permette di guardare il mondo con occhi diversi e sempre curiosi.
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Autore: Marika

Sono legatissima alla mia Terra, il Molise. Tuttavia credo di avere nel DNA un gene dedicato ai viaggi.. Per me spostarmi è una scarica di emozioni che mi permette di guardare il mondo con occhi diversi e sempre curiosi.

2 pensieri riguardo “Park Hyatt e le luci di Tokyo”

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