Kotor in moto

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La nostra meta di oggi è Kotor (Cattaro), in Montenegro.

Sarajevo, sveglia alla 6.30, colazione, bagagli sulla moto, cartina stradale alla mano e via.

Sappiamo che anche questa giornata sarà abbastanza lunga, con valichi di montagna e vallate da attraversare, perciò ci prendiamo per tempo…

Passare la frontiera tra Bosnia e Montenegro è di per se “folcloristica”, un buon inizio per quello che ci aspetta..

Montenegro, terra dei (5) Parchi Nazionali

Confine Serbia Montenegro

Uno dei percorsi più belli è stato seguire una strada, o meglio quasi uno sterrato in mezzo alle montagne, seguendo per molti km il corso del fiume Tara, da cui si è generato il canyon più lungo d’europa e che ci ha regalato degli scorci meravigliosi..

Ponte Montenegro Serbia

Il fiume, con un acqua che passa dall’azzurro al verde smeraldo, a tratti è tranquillo e in altri si trasforma in un vero e proprio torrente che si insinua in gole molto profonde, offrendo correnti invitanti agli amanti del rafting.

Strada canyon Tara

Infatti, non a caso lungo la strada abbiamo incontrato molte attività che propongono discese con il gommone, e diversi camping per le vacanze.

Fiume Tara Montenegro

Lungo la strada ci siamo imbattuti in molte gallerie di roccia viva, molto buie e strette, con curve quasi a gomito.

Canyon Tara

Il paesaggio e le strade ci forzavano un ritmo da passeggiata, ma ciò nonostante, tra una galleria e l’altra, ci siamo imbattuti in una pattuglia della polizia che puntualmente ci ha fermato…avvicinandosi il poliziotto ci ha indicato il contachilometri facendoci capire che superavamo il limite di velocità…incredibile!

Diga Canyon Tara

Essendo una delle “poche volte” che probabilmente eravamo “in regola” rispetto ai limiti…abbiamo intuito che probabilmente volevano spillarci dei soldi; parlava di una certa somma da versare in una banca anche se eravamo a decine di chilometri dal primo paese!!

Montenegro Strada con Gallerie

La cosa ci suonava proprio strana é che non faceva minimamente cenno a scrivere un verbale ma si sforzava di farci capire con tutto se stesso..

Poiché il dialogo non è stato uno dei migliori, complice il nostro inglese fumettistico, tra l’altro lui parlava nella sua lingua, il poliziotto deve essersi arreso…perché all’improvviso ci ha fatto segno che potevamo andare.

..boh! Ho avuto l’impressione che il gesto sia stato accompagnato da un “andate a quel paese italiani di ****bip”!!

Stupore, questo è Kotor

Siamo arrivati a Kotor nel tardo pomeriggio. Davanti a noi le famose e magnifiche Bocche di Cattaro, simili ad un  fiordo norvegese, con alte montagne che si tuffano nel mare.

Bocche di CattaroÈ l’Adriatico che si insinua per chilometri nell’entroterra.

Scendendo giù per i tornanti abbiamo avuto modo di goderci il panorama dall’alto, poi arrivati a livello del mare abbiamo seguito la dolce linea delle montagne, attraversato paesini gremiti da turisti finché non siamo arrivati a Cattaro, la cittadina che dà il nome alla zona e che in montenegrino e croato, viene chiamata Kotor.

Baia di Cattaro

Gli ultimi chilometri per arrivare all’albergo sono stati molto pesanti, per via del caldo afoso.

L’hotel prenotato la notte scorsa con il miracoloso booking.com, si trova a Tivat, una località a qualche chilometro da Kotor, nei pressi dell’aeroporto.

Porto di Tivat

Tuttavia è bastata una doccia rigenerante, ed una birra gelata all’ombra di una pensilina, et voilà…eccoci pronti per una passeggiata di avanscoperta sul porticciolo del paese.

La sera abbiamo ripreso nuovamente la moto e ci siamo diretti verso Kotor.

Purtroppo l’unica strada che collega Tivat a Kotor obblica l’attraversamento di una galleria molto rumorosa, probabilmente non insonorizzata, perché il rumore delle auto e camion creava una risonanza quasi insopportabile!

Cattaro e la Serenissima

Kotor è inclusa nella lista del patrimonio dell’Unesco, appartenne alla Repubblica Veneta ed è racchiusa all’interno di una cinta muraria molto ben conservata, all’interno vi sono chiese, palazzi e molti negozi e ristoranti che si affacciano lungo le viuzze lastricate di pietra bianca (mi da una sensazione di dejavue, mi ricorda molto Dubrovnik, anche se è più piccola)…

Non potete fare a meno di cenare, come noi,  in uno dei tanti  ristoranti che si trovano all’interno del centro storico.

Cena Montenegrina

In verità devo dire che stavamo abbandonando l’idea, e prendere in considerazione l’idea di trovare qualcosa fuori paese o lungo la strada pricipale, perché dentro le mura il caldo era veramente insopportabile nonostante fosse sera inoltrata!

Le mura trattengono infatti molto il calore accumulato durante il giorno, impedendo alla brezza marina di entrare libera e dare un po’ di refrigerio.

Le mura di Cattaro

La nostra serata è finita relativamente presto, del resto la giornata è stata lunga ed impegnativa..

Uscita dal Montenegro

Sentiamo il caldo che aumenta giorno dopo giorno, man mano che scendiamo verso sud…ma non ci lasciamo scoraggiare, la voglia di conoscere nuovi paesi, visitare nuovi posti, ci aiuta a superare TUTTE le difficoltà..!!

Federica R.
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Federica R.

Federica R.

Amo viaggiare a 360°, e non riuscendo più a tenere per me la quantità incredibile di emozioni che i viaggi mi regalano, ho cominciato a scrivere le mie avventure su questo Blog... Seguitemi e vi farò vedere il mondo con i miei occhi!

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