La mia via per Santiago

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Per quanto mi riguarda è stato un viaggio dentro di me…

Qualche novembre fa’, la mia vita ha cambiato prospettive, ed è stata toccata da una di quelle situazioni che senti sempre dire in giro dagli amici o dai conoscenti, e dici poverino cosa gli è capitato. Ecco  è toccato a noi, alla nostra famiglia.

In quel periodo, dove la maggior parte dei pensieri erano disperati e persi, l’unica cosa positiva era ascoltare un amica che era in preparativi per partire per il viaggio primitivo del Cammino di Santiago de Compostela.

Una cosa che io non ne avevo mai sentito parlare da persone a me vicine.

Da li ascoltando i suoi racconti, cercando in internet, sentivo ogni giorno sempre più presente dentro di me una motivazione grande per partire, una chiamata, molti pellegrini (per pellegrini intendo quelli che non provano a fare il cammino per moda, visto che negli ultimi anni parecchi fanno anche così), dicono di sentire dentro di loro una forza estranea, qualcosa che gli fa mancare il fiato e se non partono si sentono come zavorre, in un posto che non è più il loro.

camino santiago maps

E così, decisi di prendermi un po’ di giorni di ferie da lavoro, e di ascoltare questa voce, di prendermi una pausa dal mondo, da tutto e specialmente da tutti. IO e IO, in viaggio da sola, con lo zaino verso una meta predefinita.

Non potevo più aspettare

Per impegni di lavoro avevo solo 15 giorni di tempo, e la necessità totale di arrivare a Santiago, così dopo giorni e giorni di calcoli e di studio sulle cartine geografiche, ho deciso di partire da Lèon, in 15 giorni ce l’avrei fatta benissimo, cammino francese, più o meno metà del percorso.

camino santiago map

Tutto questo accadde a febbraio, a giugno sarei partita per Madrid con un volo diretto, e poi tramite un autobus (e 12 ore di pazienza) avrei raggiunto Lèon e cominciato il mio percorso.

Da febbraio ho cominciato i preparativi, fisici, perché quello mentale per quanto uno ci prova e si impegna, non è mai pronto..

santiago de compostela 245km all'alba

Quando arrivi lì, e cominci il tuo cammino, la mente non è più tua, e non è più comandata da te, travolta dai mille pensieri e ricordi che essa ha impresso profondamente dentro se stessa.

Cammino di Santiago

La mia preparazione consisteva nel percorrere durante la settimana circa 10 km al giorno su strada normale, mentre nel weekend con uno piccolo zaino in spalla, uscivo a camminare per le colline vicino a casa per un paio d’ore.

La preparazione per chi fa il cammino è importantissima, specialmente per permettere alle scarpe nuove o meno, di adattarsi ai piedi e quindi evitare dolori durante il cammino a causa di pellame troppo rigido, inoltre ti permette ad avere un anteprima di cosa ti aspetta, anche se poi la realtà è ben lontana. 😀

bags santiago de compostela

Ben presto è arrivato il giorno della partenza, in aeroporto mentre attendevo il volo, ho cominciato ad avere mille ripensamenti, se ce l’avrei fatta, se era giusto o no, se  sarebbe servito, la paura stava facendo capolino, ma non ha vinto, ha vinto la voglia di partire.

Il viaggio è stato una dose totale di adrenalina pura, un mix di emozioni entusiasmanti, di dolore, di sofferenza, di pianti e di sorrisi, di persone nuove che in punta di piedi ti spingevano oltre qualsiasi barriera la tua mente ponesse tra te e la meta.

cammino de Santiago di Compostela

Il mio consiglio è di fare il cammino da soli, perché ho visto amici, diventare nemici e non sopportarsi, perché il cammino ti spinge verso soglie di dolore fisico e mentale che mai e poi mai ti aspetteresti, passi da attimi di pura gioia e pace, ad attimi di paura e pianti disperati.

E’ un percorso…io l’ho soprannominata la PULIZIA DELL’ANIMA.

il cammino di santiago

Si è proprio così, ti ripulisci, del male, delle cose futili, delle stupidaggini che tutti i giorni pensiamo siano cose importanti, ti apri verso le difficoltà, il sorriso è l’arma vincente che aiuta tutti, la passione, l’amicizia, e spesso anche l’amore.

In cammino ho assistito a tante cose, che non si possono raccontare, perché ci vorrebbero mille pagine, e ho ascoltato mille storie, tutte diverse una dall’altra ma tutte toccanti fino a scuoterti dentro.

E quando arrivi?

L’arrivo a Santiago, è stato difficoltoso, è stato guidato da tanti momenti negativi in cui pensavo di mollare, per problemi poi anche fisici, menisco dolorante, piede destro andato, caviglia gonfia etc… problemi che hanno tutti, ma grazie alle persone vicine, ho avuto il coraggio di tirarmi su e ripartire, nonostante il peso di uno zaino che sembrava sempre più una zavorra di sassi.

cattedrale di santiago

Quando arrivi a Santiago ti trovi davanti la Cattedrale.. Eccola li maestosa davanti a noi, dopo quasi 330 km ai piedi, distrutti, sabbiosi, il viso bagnato dalle lacrime, e il cuore vuoto… si vuoto non sentivo nulla, pensavo che una volta arrivata li chissà quale porta del paradiso mi si sarebbe aperta…

Entriamo nella cattedrale  per fare il tradizionale rito (tutte le spiegazioni le trovate su questo sito), rito che in parte non si può più fare perché hanno sigillato metà Cattedrale dal 2010 a causa dei troppi pellegrini, come anche entrare in cattedrale con il proprio zaino.

Santiago de compostela il camminoDa li si va a prendere la Compostela, la benedizione in latino per i pellegrini che hanno percorso il cammino, la Compostela viene rilasciata a tutti quelli che attestano tramite la credenziale timbrata in ogni albergue che ti fermi a dormire, di avere percorso il cammino, per averla bastano fare gli ultimi 100 km non è obbligatorio farli tutti, infatti ognuno è libero di scegliere da dove partire e quanto camminare, oltre al cammino è consentito viaggiare in bicicletta o a cavallo, ma per queste ultime due opzioni bisogna fare almeno 200 km per avere la Compostela.

Viaggio introspettivo

Riallacciandomi “all’apertura delle porte del paradiso”, beh quando arrivi a Santiago ti invade la gioia di aver compiuto qualcosa di veramente grande, perché camminare così tanto per tanti giorni, nel nulla, non è semplice, e in quel momento non ti rendi conto di cosa ti abbia portato questo viaggio.

Conchiglia Santiago de compostelaTe ne rendi conto poi, quando torni alla realtà della tua vita, perché capisci di essere cambiato nelle tue esigenze, nel tuo modo di vedere il mondo, di vivere la giornata.

Un amico, che ha fatto del cammino la sua ragione di vita, oltre che lavorare per i pellegrini percorre il cammino almeno una volta l’anno e mi ha salutato a Santiago con queste parole:

“Il cammino di Santiago è finito fisicamente, ma solo ora inizia il vero cammino, perché ora la tua anima è pulita, il tuo cuore è nuovo, ora sei tu a dover sapere usarli”.

Scultura santiago de compostelaNon rimpiango un solo metro fatto in quei 11 giorni di cammino, e spesso nel mio cuore, nasce la voglia un giorno di poter tornare in cammino e affrontare gli 800 km che da San Jean  (Pirenei francesi) portano a Santiago de Compostela, e so che un giorno lo farò, perché chi è stato pellegrino una volta con il cuore, lo è per sempre.

Da sapere

Per affrontare il viaggio avete bisogno :

  • zaino sufficientemente capiente e comodo
  • scarpe o scarponcini da trekking + sandali da trekking ( importante usarli per un pò di tempo prima di partire, evitate di portare con voi cazlature nuove, dolorose vesciche sono in agguato)
  • Credenziale (si richiede ad una associazione in Italia sul questo sito)
  • indumenti comodi che si lavano e si asciugano facilmente
  • medicinali  di uso comune, se siete in cura portatevi via una scorta in modo da non dover impazzire.. (non è facile trovare una farmacia)
  • se siete allergici a qualche cosa, indossate una targhetta con le indicazioni necessarie in caso di malore ( vi assicuro che è importante)
  • macchina fotografica piccola e non pesante
  • un buon libro (non guasta mai )
  • musica (può farvi compagnia nei momenti difficili)

pellegrini friends santiago compostelaDue parole in più sullo zaino, la cosa essenziale e di vitale importanza per tutti i pellegrini, cosa portare in viaggio?

Solo ed esclusivamente cose essenziali, niente di più!

Anche uno spillo pesa dopo 28 km di salite e discese..  😆

Nel mio zaino c’era un paio di sandali da trekking, 2 calzini, 2 ricambi intimi, 2 pantaloni, 2 magliette, 1 pile, 1 k-way per la pioggia,cappello ,  prodotti per la pulizia sapone grattugiato, uno shampoo piccolo, che riempivo in cammino, spazzolino-dentifricio..

Ogni giorno mi caricavo con 2 litri di acqua, cioccolato, frutta secca, per aiutarti nel “calo glicemico”, prestate attenzione a bere spesso, in cammino è importante non disidratarsi, anche se la mattina fa un freddo becco durante il giorno il caldo ti assale (soprattutto nei periodi estivi).

pellegrini di santiago de compostelaPrima di partire informatevi bene, sulle condizioni meteo, prenotate gli spostamenti, e in caso partiate tra luglio e settembre (mesi con grande concentrazione di pellegrini) prenotate per tempo albergue e trasferimenti (aerei, treni, autobus).

La Spagna è servita molto bene da ferrovie e da autobus che ti portano praticamente ovunque.

Per chi avesse tempo, il vero cammino di Santiago finisce a Finesterre, sull’oceano, dove la leggenda vuole che ogni pellegrino bruci qualcosa che ha portato con se in cammino, (un indumento o qualsiasi oggetto si voglia).

Buon cammino

Vi auguro un buon cammino, e gustatevi il viaggio senza avere fretta di arrivare, il cammino non è una gara, è una camminata dentro voi stessi, accompagnati dalla via delle stelle, verso qualcosa di inaspettato.

panorama camino de santiago

Partite con il cuore aperto alle emozioni perché ne sarete invasi, e travolti come un mare in tempesta!

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Stefania B.

Viaggiare in solitaria, per riscoprire se stessi..

Questa è la mia passione, ma non solo...
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