Tour dei Balcani: destinazione Sarajevo

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Nella tarda mattinata di domenica 11 Agosto abbiamo lasciato Mostar e proseguito il nostro tour dei Balcani alla volta di Sarajevo.

Abbiamo percorso una strada che per molti km ha costeggiato il fiume Neretva, in mezzo a gole e passi di montagna, regalandoci degli scorci meravigliosi.

Lungo il tragitto si incontrano molti ristoranti dai quali sprigionavano dei profumi davvero invitanti e, stando ai cartelli esposti fuori dai locali, il piatto forte era il maialino arrosto. SarajevoLa voglia di fermarci era davvero tanta, ma ripetendoci “al prossimo ci fermiamo” ogni volta che ne incontravamo uno, siamo arrivati alle porte di Sarajevo optando per un intramontabile classico  panino, patatine fritte e coca (rigorosamente senza ghiaccio) da McDonalds 😆  .

“Non ci piace vincere facile”..

A Sarajevo molte strade non hanno i nomi e quindi anche qui abbiamo faticato a trovare l’albergo.

Sarajevo glass

Tuttavia, servendoci delle striminzite  indicazioni presenti nella conferma di Booking.com, siamo riusciti a trovare alcuni riferimenti (avevamo capito che doveva essere vicino ad uno stadio) che ci hanno aiutato a trovarlo. Scaricati i bagagli dalla moto, siamo partiti alla scoperta della città.

Sarajevo old

A quasi vent’anni dalla fine della guerra, i segni del conflitto sono ancora molto evidenti, sia sui palazzi che sulle persone.

Sarajevo war signs

Non c’è casa o condominio che non abbia i buchi di pallottole o squarci dovuti ai colpi di mortaio, alcuni rattoppati alla meno peggio dei muri “provvisori” di mattoni.

Particolarmente colpiti sono i palazzi che si trovano sulla via che porta dal centro città all’aeroporto, dato che questa grande strada era stata presa di mira dai cannoni e dai cecchini che erano appostati sulle colline circostanti la città…questa era una delle cose che ci aspettavamo dal nostro tour dei Balcani.

Sarajevo war signs

Anche le persone portano i segni della guerra;i loro sguardi vuoti lasciano intravedere tutta la loro sofferenza.. Ciò nonostante Sarajevo offre  molte cose da vedere, anche se noi avevamo deciso di fermarci un solo giorno,  il tempo a disposizione non era molto per una visita approfondita.

Sarajevo old center

Subito ci siamo diretti alla Città vecchia, o meglio conosciuta come Baščaršija; è. il centro storico della città, un susseguirsi di strade acciottolate, dove si incontrano moschee e negozietti e dove sembra quasi di non essere in Europa.

Infatti qui come a Mostar si incontrano diverse etnie religiose, ci si può ritrovare davanti ad una chiesa cattolica, ad una ortodossa o una sinagoga.

Sarajevo People

Fischi per fiaschi?

Ci è successo un episodio divertente che voglio raccontare:

…ad un certo punto della nostra passeggiata in questa zona della città, abbiamo deciso di sederci ad uno dei tanti bar per trovare sollievo al caldo e berci una bella birra fresca. La scelta è caduta su un locale che aveva i tavolini all’interno di un cortile pieno di alberi.

Ci siamo seduti tranquillamente ad uno dei tavolini ma al momento di ordinare ci siamo dei conto di essere capitati in un bar gestito da islamici, dove non vengono serviti alcolici. Devo dire che ci siamo sentiti un po’ imbranati davanti al cameriere.

Quindi abbiamo ordinato due drink: una bevanda un po’ dolciastra alla fragola e un mojito.

Direte, ma il mojito è alcolico!? Infatti, ma qui si sono inventati un drink fatto con acqua e menta, e limone! Devo dire che non è stato per niente male!  😛

Continuando la visita alla Città Vecchia ci siamo imbattuti nella fontana Sebilj, uno dei simboli della città, la sua forma ricorda quasi un gazebo, di giorno è anonima ma alla sera si accende di una luce quasi dorata.

Sarajevo Fountain

Segni di un passato terribile

Proprio mentre stavamo ammirando e fotografando la fontana, abbiamo alzato lo sguardo verso le colline circostanti e siamo rimasti colpiti da una distesa di colore bianco sulle colline che circondano la città.

Nello stesso istante in cui ci siamo chiesti cosa fosse, ci siamo anche dati la risposta!

Un cimitero! …o meglio, uno dei tanti cimiteri della città.

Sarajevo cemetary

Il bianco che risalta da lontano sono i piccoli obelischi bianchi delle tombe che riflettono la luce del sole. Quello sopra le colline non è l’unico cimitero, infatti muovendoci per la città e uscendone il giorno dopo, ne abbiamo visti molti altri improvvisati lungo le strade.

Tunnel Spasa

Nel nostro tour dei Balcani non poteva mancare la  visita al Museo del Tunnel di Sarajevo.

Tunel spasa

Questo sito racchiude la storia del passaggio che è stato utilizzato per trasportare rifornimenti e viveri alla città assediata durante il conflitto e per fare uscire le persone.

L’ingresso del tunnel si trova nel giardino di una casa privata, di proprietà della famiglia Kolar che, correndo gravi rischi, ha dato il permesso per la costruzione dando un grande contributo alla difesa e sopravvivenza della città.

L’ ingresso è naturalmente a pagamento, costa 20 KM, ossia 10,20 Euro.

Alla cassa non accettano Euro, ma è possibile cambiare il denaro presso una famiglia vicina che si è attrezzata con un piccolissimo bazar di souvenir e libricini tradotti in varie lingue che raccontano della storia del tunnel; c’erano tutte….anche quello in italiano!

La visita al museo inizia con la visione di un filmato, seduti su casse di legno che contenevano munizioni, proiettato all’interno della cantina della casa.

Sarajevo War

Alle pareti sono appese divise, fotografie, articoli di giornale degli anni della guerra. Le immagini che corrono su di un vecchio televisore ricostruiscono le fasi della realizzazione della galleria e alcuni dei tanti uomini, donne e bambini che l’hanno attraversato.

Tunel della libertà

Spesso all’uscita venivano confortati da nonna Sida, che offriva loro un bicchiere d’acqua o un pezzo di pane.

Nonna Sida ed il marito, il nonno Alija, erano i proprietari dell’abitazione. Il video prosegue con la visione dei bombardamenti sulla città, e qui i ricordi tornano ai telegiornali dell’epoca che raccontavano di questa guerra che era alle porte di casa ma che sembrava nello stesso tempo così lontana.

Terminata la visione, siamo entranti nel tunnel che adesso è percorribile solo per 20 metri.

Originariamente le dimensioni del tunnel erano di 800 metri e passava sotto all’aeroporto. Si dice che grazie al tunnel si siano salvate circa 300.000 persone.

Sarajevo Tunnel

I “Tunnel of Life”, come vengono indicati sulle insegne stradali, sono ovviamente due, quello che abbiamo visitato e che sbuca appena oltre l’aeroporto e l’altro che nasce all’interno della città.

Dobro Dosli

Lasciamo Sarajevo con occhi diversi, un pò provati forse da fin troppa realtà, ma appagati da ciò che ci ha lasciato…dobro došli Sarajevo!

Bood Bye Sarajevo

…ingraniamo la prima e proseguiamo il nostro tour dei Balcani direzione Montenegro…

Stay Tuned!

Federica R.

Federica R.

Amo viaggiare a 360°, e non riuscendo più a tenere per me la quantità incredibile di emozioni che i viaggi mi regalano, ho cominciato a scrivere le mie avventure su questo Blog...

Seguitemi e vi farò vedere il mondo con i miei occhi!
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