In viaggio con Wandering Wil: l’Avventura!

Facebooktwitterpinterest

In questi mesi una frase riecheggia nella mia testa e, in un modo o nell’altro, mi trovo a ripeterla e ad ascoltarla un po’ ovunque, con persone diverse, in contesti lavorativi, sociali, relazionali differenti: “USCIRE DALLA ZONA DI CONFORT”.

Un mantra, un diktat, un auspicio, dipende da quello che ognuno ci vuole leggere. Io ci vedo uno stile di vita.

E tra tutti i “raccontatori di viaggi” che sto imparando a conoscere qui e là, trovo che lui, con le sue passeggiate intorno al mondo, calzi la definizione a pennello.

Oggi partiamo “In viaggio con… Wandering Wil, l’avventura come scoperta dentro e fuori di noi”!

Conosciamolo un po’

Wil SelfieTrevigiano classe ’77, al secolo Francesco Grandis, si è fatto conoscere sul web tra gli appassionati di viaggi soprattutto per il suo emozionante Sette passi intorno al mondo, racconto che prende le mosse dal suo primo grande viaggio, nel 2009.

Ingegnere, ex programmatore informatico, Wil a un certo punto della sua vita ha deciso di fare il grande salto e rimettere tutto in discussione.

Quando, come e perché hai deciso di cambiare vita?

La prima volta è stata quando mi sono reso conto che il tempo passava e non mi lasciava niente.

Un giorno mi sono svegliato e non ricordavo niente degli ultimi tre anni, ricordavo le cose legate al lavoro ma non le persone che avevo conosciuto, i posti in cui ero stato.

Questo, associato al mio incrollabile amore per la vita, mi ha fatto capire che il tempo non torna indietro; mi dicevo “Così divento vecchio, ma non cresco”.

svezia on the roadMi sono licenziato senza sapere cosa avrei fatto dopo, pensando “Magari poi torno in ufficio”. Non riuscivo neanche a vederla l’alternativa. Invece poi in viaggio mi è arrivata, chiamiamola pure, un’illuminazione.

A un certo punto ho capito quello che dovevo fare e l’ho capito perché mi ero spogliato dell’inutile. Mi sono detto: adesso l’unica cosa che conta è essere felici.

 

Da lì hai iniziato a viaggiare senza sosta. Sei mesi il primo giro del mondo, due mesi e mezzo la scorsa estate in Scandinavia, e nel mezzo molti altri…quanto deve durare un viaggio per te?

Io ho la tacca dei due mesi. I due mesi sono ottimi quando fai il genere di viaggio che faccio io, perché dopo inizi a stancarti e ad aver visto talmente tante cose che incominci a divertirti meno.

 

tramonto coloratissimo

I segreti e il modus operandi del vagabondo

E come decidi la meta?

Qualche volta entrano in campo criteri razionali, ad esempio se ho voglia di fare un’esperienza particolare, provare qualcosa nello specifico, però comunque parte tutto da una sensazione di pancia.

In generale tendo a fantasticare, penso a dei posti, poi un giorno all’improvviso si chiude la bocca dello stomaco e nel momento in cui stai pensando a un paese, ecco! Sento che devo andare lì.

E in quel momento inizia il viaggio; dopo, puoi solo eseguire quello che la pancia ti ha detto.

canada natura

Come una chiamata quasi mistica?

Sì, è il posto che ti chiama.

Qual’è il tuo prossimo #viaggiodelcassetto ?

Forse questa volta, con le Canarie è la scelta più razionale.

Lo scorso inverno qua, l’estate scorsa sono andato in Scandinavia e adesso un altro inverno: tre inverni di fila senza un’estate in mezzo, questo tempo (in Veneto piove incessantemente da giorni, come nel resto d’Italia) mi  deprime, soffro l’assenza di sole.

Decisa la meta, organizzi al dettaglio oppure prepari lo zaino e via?

Mi piace organizzare bene l’equipaggiamento: ho uno zaino pronto a tutto, con tante cose, che sta migliorando di volta in volta.

Non mancano coltellino multiuso, oggetti utili come filo, scotch, rotolo di carta igienica.

Mi baso anche sulla lista delle cose portate nel viaggio precedente, al ritorno la commento e valuto cosa è servito e cosa no.

Poi sul posto è tutto improvvisato. Ho un’idea di massima, fatta anche solo guardando la cartina.

Non leggo guide prima di partire e non ne porto con me, non voglio sapere: al massimo vado e parlo con la gente.

Sky on the lake

Pensi che le guide, per ragioni commerciali, possano essere fuorvianti?

Mi piace viaggiare e vivere senza guide, così ti riappropri del senso della scoperta. Le guide non fanno altro che crearti aspettative che rovinano il viaggio.

Durante un viaggio qualsiasi cosa trovi, nel bene o nel male, è tua.

È nel concetto della vacanza dire “vado nei posti belli”, perché si ha poco tempo.

Invece il viaggio è una parte di vita, e nella vita ci sono cose belle e cose brutte.

Credo che in un mondo dominato dai satelliti l’unico modo di tornare a essere esploratori sia buttare via la cartina.

È quello che ho fatto soprattutto nell’ultimo viaggio.

Nella seconda parte della nostre intervista, scopriamo come Wil si approccia alla scrittura e al blogging.

Don’t miss it!!

Valentina

Viaggiatrice e newly expat in cerca di un posto nel mondo.
Un po' veneta, un po' terruncella, nel 2015 sono partita da Padova con biglietto solo andata. Ho vissuto a Londra e ora mi trovo a Dublino.
Valentina

Latest posts by Valentina (see all)

Facebooktwitterpinterest
Valentina

Valentina

Viaggiatrice e newly expat in cerca di un posto nel mondo. Un po' veneta, un po' terruncella, nel 2015 sono partita da Padova con biglietto solo andata. Ho vissuto a Londra e ora mi trovo a Dublino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *