Friuli alternativo, tra Trieste e Udine: ecco cosa vedere! Parte seconda
La nostra 1° tappa è stata Trieste.
Siamo partiti da Medolla alle 10:00, giungendo a Trieste verso le 15:00 (via normale fino a Ferrara, poi autostrada).
Devo ammettere che non pensavamo che Trieste fosse così turistica.
Abbiamo impiegato almeno un paio d’ore per trovare una sistemazione economica e libera, anche perché inizialmente cercavamo in una zona avara di hotel, nonostante la vicinanza del centro.
L’impressione che ci ha dato è che i punti di ristoro ed alloggio fossero situati in determinate aree molto vicine fra loro: se per caso sei lontano, occorre tempo per trovarli!
Alla fine, abbiano scelto la soluzione dell’affittacamere a 60 €/notte per due persone, con proprietaria slovena.
I cibi tipici assomigliano molto a quelli dell’Emilia con parecchi salumi, cotechino e via discorrendo.
Fascino pieno di storia
Trieste è una straordinaria città, dove si intersecano culture e religioni diverse.
É una delle poche illuminate splendidamente di sera (vale proprio la pena di fare un giro fino a piazza Unità d’Italia). Non bastano comunque tre giorni per visitarla tutta.
Nel nostro tour Friuli Alternativo, da vedere sicuramente il tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione, oltre alla chiesa greca, per cogliere la differenza rispetto a quelle cattoliche.
La sinagoga è aperta solo di mattina e, non sapendolo, non abbiamo potuto vederne l’interno (peccato!).
Altra attrazione imperdibile è la Grotta Gigante, appena fuori dalla città, in cui si entra a gruppi di 15 persone con guida (costo relativamente basso: 11 €).
Ed è anche la più profonda al mondo (110 metri).
Emozionante pure la Risiera di San Sabba, che corrisponde all’ex campo di concentramento con forno crematorio incluso.
Non ci ha convinto invece la Foiba di Basovizza: c’è solo un museo (aperto peraltro in determinati orari).
Punti “di spicco”
Trieste ha molti punti panoramici: da segnalare il Faro della Vittoria ed il campanile della Cattedrale (romanica) di San Giusto, costruito su vecchio tempio romano.
Il Faro è gratuito, mentre la salita al campanile costa 2 €, però alla biglietteria (che funge anche da negozio di souvenir) c’è una persona molto disponibile, che conosce profondamente l’architettura della chiesa e del castello di Duino (compresi alcuni aneddoti).
Abbiamo visitato sia il castello di Miramare che, appunto, quello moderno (ed ancora abitato da un Lord inglese) di Duino, i cui soldi dell’ingresso vengono utilizzati dal proprietario per il restauro dell’edificio stesso.

Due bei castelli, entrambi affrescati: il primo contraddistinto da un vasto giardino, il secondo da ricordare per la sua raccolta di violini antichi.
Proprio qui a Duino, inoltre, ci hanno sconsigliato di visitare le reliquie del castello vecchio (ricordato per la leggenda della dama bianca), e abbiamo seguito perciò alla lettera l’indicazione ricevuta.
Due le note negative, per così dire, di Trieste: le segnalazioni stradali dei monumenti risultano scarse, malgrado l’ottima viabilità cittadina, per cui bisogna assolutamente chiedere informazioni a ripetizione.
E pure su ciò, i triestini non sono il massimo esempio di cordialità, facendosi preferire ai vari sloveni che abitano in città. Noi, che volevamo consigli su dove fermarci al ritorno, non abbiamo infatti ottenuto granché, a parte, ogni volta, nuove cose da vedere sempre a Trieste.
… to be continued …
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