Cuba in bici? Sì, senza freni!

cuba senza freni
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Ma voi lo sapete cos’è una bici a scatto fisso e come si usa?

Adriano e Walter sì e ci raccontano come, dalla passione sportiva per uno stile di pedalata non tradizionale, sono arrivati a progettare e realizzare un viaggio originale e innovativo, che alza ancora un po’ l’asticella del cicloturismo.

In viaggio con… oggi, mentre fuori nevica, vi porta al sole per le strade di Cuba. Mollate i freni, si va.

cuba senza freniConosciamoli meglio

Nome: Adriano Ninassi/Walter Codignoni
Età: 37/36 anni
Città d’origine: Foligno (PG) per entrambi
Ultimo viaggio: Cuba senza freni

cuba senza frenimolo

Partiamo da Adamo ed Eva. Cos’è una bici a scatto fisso e in cosa si differenzia dalle altre biciclette?
Documentandoci un po’ abbiamo scoperto che le bici a scatto fisso (o fixed) molto di moda in questi ultimi mesi, sono fondamentalmente biciclette con un solo rapporto e prive di meccanismo di ruota libera. La pedalata segue la ruota dietro, la sua velocità e il suo ritmo. Non si può pedalare a vuoto, all’indietro e si può smettere di pedalare. Paura, eh?

Non è proprio una bici per tutti, infatti è ampiamente usata a livello agonistico, perché le sue caratteristiche la rendono perfetta per l’uso in pista, nei velodromi: la propulsione umana fa sia da motore che da freno e la semplicità del mezzo – senza molti componenti – lo rende più leggero, veloce e potente.

Insomma, bisogna avere un po’ di allenamento per usarla. Eppure, c’è chi l’ha adoperata non semplicemente per sport, ma per farci un viaggio. Stiamo parlando di Adriano Ninassi e Walter Codignoni e del loro progetto Travel by fixed – Cuba senza freni.

“Sicuramente non è la bicicletta più adatta per fare cicloturismo”, ci ha detto Walter, “ma noi per la nostra avventura l’abbiamo voluta così, esclusivamente senza freni”.

L’IDEA

Com’è è nata l’idea del viaggio a Cuba e perché avete scelto proprio quella destinazione?

“Il viaggio nasce un pomeriggio di questa estate, mentre ci domandavamo se era possibile coprire lunghe distanze con questo particolare tipo di bici.

Stavamo pensando ad un territorio adatto alle biciclette a scatto fisso. Doveva essere con meno dislivello possibile e con le strade asfaltate.

cuba senza freni mappaIl tutto doveva essere abbinato ad un paesaggio incantevole e ad un popolo che ha una storia alle spalle da raccontare.

Questo è quello che abbiamo trovato: un’isola immensamente povera e bella, ormai avamposto sbiadito di un comunismo radicato nel passato ma senza futuro, e la gente che respira una voglia repressa di libertà.”

Il cicloturismo sta vivendo un momento davvero positivo e sempre più viaggiatori scelgono la bici come principale mezzo d’esplorazione, sia per vacanze più tradizionali in cui ci si muove con city-bike, sia per viaggi più avventurosi o percorsi naturalistici di breve durata in mountain bike o bici da strada.

Quali sono, a vostro parere, i vantaggi di questo mezzo rispetto agli altri?
Cosa potrebbero proporre le aziende turistiche o gli enti di promozione territoriale per avvicinare gli utenti a questo mondo?

“A Cuba la bicicletta ci ha permesso di entrare maggiormente in contatto con la gente del posto.

Un’auto a noleggio ti identifica come un turista con uno stile di vita completamente differente dalla popolazione locale.

Trovarsi a pedalare per chilometri a fianco di un contadino, un pescatore o un ragazzo in bicicletta permette una conversazione sullo stesso piano.

cuba senza freni la coppiaPiù che le aziende turistiche, a nostro parere dovrebbero adoperarsi i vettori aerei per facilitare il trasporto delle biciclette.

Il costo del bagaglio speciale è eccessivo per una scatola che ingombra poco più di una valigia e pesa molto meno (in particolare nel nostro caso).

Noleggiarle sul posto sicuramente non è l’opzione che preferisce l’appassionato di questo mezzo che naturalmente predilige una bicicletta adatta alle sue esigenze.

cuba senza freni mercatoUn altro passo da compiere, più che far avvicinare la gente al cicloturismo, è quello di farla avvicinare all’uso quotidiano di questo mezzo come avviene nei paesi del nord Europa.”

 Il vostro è stato un viaggio molto social. Quale aspetto vi appassiona di più nel racconto delle esperienze di viaggio? Cosa vi piace condividere di più con chi vi segue?

“Il poterlo fare quasi in tempo reale, riuscire a condividere una giornata di viaggio in modo cosi rapido e con un gran numero persone è una cosa veramente eccezionale.

Una volta per raccontare un viaggio bisognava attendere il rientro a casa e ritrovarsi con gli amici più vicini per poterlo condividere.

cuba senza freni caretera del mar verso cayo cocoPer rivolgere poi la propria storia ad un pubblico più vasto si poteva sperare solo nella pubblicazione da parte di una rivista.

Ora invece, grazie ai social media, e tutto più orizzontale ed immediato. Si può raccontare un esperienza quasi giornalmente fondendo parole ed immagini, è’ sicuramente meno romantico ma decisamente più efficace.

Sapere che c’era gente a casa che apprezzava ed attendeva ogni giorno un nostro piccolo racconto ci faceva essere ancora più attenti ad ogni particolare che si trovava sul nostro percorso.

Che peso hanno le foto per voi? Con cosa scattate? Quali sono i soggetti che generalmente catturano di più la vostra attenzione?

“Comunicare con una fotografia per noi vuole dire trasmettere ciò che abbiamo ha afferrato con la mente in quell’istante e cercare di trasmetterlo a chi è lontano da noi.

Attraverso i social con l’immagini possiamo raccontare un’idea, le emozioni di un viaggio vissuto sulla strada e invogliare a vivere un’esperienza del genere.

cuba senza freni caraibiSarebbe stato bello poter avere una reflex, ma per limitare il peso abbiamo scelto due compatte Canon powershot con la possibilità delle regolazioni manuali.

Indispensabile un piccolo cavalletto. La grande foto è l’immagine di un’idea.”

Parlando di cose pratiche, per viaggiare in bici, e in fixed ancora di più, bisogna restare leggeri. Come vi siete organizzati con il bagaglio?

Per il bagaglio abbiamo deciso di portare il minimo indispensabile.

Le bici non sono predisposte per portapacchi, quindi ci siamo dovuti organizzare per poterne adattare due tradizionali.

cuba senza freni santiago de cubaAbbiamo messo bisacce da circa 40/45 litri, dove abbiamo inserito lo stretto necessario per 15 giorni: 2/3 t-shirt, un paio di pantaloni corti, un k-way, un minimo di biancheria, un costume da bagno, un asciugamano, la camicia bianca, un paio di scarpe, guida turistica, carta stradale, attrezzatura per fotografare, un po’ di attrezzi e componenti di scorta per la bici, che alla fine del viaggio abbiamo regalato.

Per il cibo e l’acqua ci procuravamo tutto sulla strada, dove sono numerosi i chioschi che vendono frutta fresca e succhi deliziosi per pochissimi pesos.”

 Quali sono i tre accessori che non mancano mai nel vostro bagaglio:

“Una pinza multiuso, uno smartphone e una camicia bianca. Per la pinza, usiamo Victorinox o Leatherman: pratiche ed estremamente resistenti, complete di accessori per ogni necessità.

Sembrerebbe un accessorio superfluo incompatibile con uno stile di viaggio minimale, ma uno smartphone ti semplifica la vita in migliaia di situazioni specialmente se ogni tanto si trova una connessione wi-fi.

cuba senza freni il sorpassoIl GPS, la macchina fotografica, le note vocali e scritte, convertitore di valuta, funzione torcia, il tutto integrato in un telefono sono una vera svolta.

Una camicia bianca è sempre stata nel bagaglio di ogni nostra vacanza insieme, per noi ormai e come un portafortuna, potremmo andare anche al polo nord la porteremmo comunque.”

Partire sempre con…. “un grande desiderio di fare nuove esperienze che ti aprano la mente e assolutamente.”

Non tornare mai a casa senza “una bella storia da raccontare un giorno ai nipoti.”

Quale è il vostro #viaggionelcassetto, ancora irrealizzato? Quale sarà invece la vostra prossima destinazione, se ne avete già una in programma?

“Il viaggio nel cassetto è sempre diverso, è quel viaggio che non ha mai provato nessuno e che funzionerà da esplorazione per tutti quelli che vorranno intraprenderlo.

La prossima destinazione, sempre che riesca a convincere “l’altro”, potrebbe essere il Medio Oriente, naturalmente con una bicicletta a scatto fisso.

Trovando i giusti contatti, un buono sponsor e una situazione politica migliore potremmo riuscire a pedalare dal Cairo a Tel Aviv, passando per la striscia di Gaza.”

Avventura per voi significa…

cuba senza freni verso il tramonto“Oggi si intende comunemente per “viaggio avventura” qualsiasi spostamento che tocchi mete un po’ più “esotiche” o tipicamente associate all’idea di immersione in una natura selvaggia e inospitale. Per noi invece è ben altro. È l’impresa sognata per anni, cresciuta dentro, in quell’angolo irrazionale sfuggito alla censura della quotidianità che pretende quasi sempre un tributo di repressione.
 Fino al giorno in cui la radice della passione emerge prepotente e l’idea diventa realtà. Il progetto si delinea e diventa certezza.

L’avventura inizia da qui: dal momento in cui si “osa” contare su se stessi per raggiungere un obiettivo. Ecco il gusto della conquista.

cuba senza freni libertà di viaggiareL’impresa ha inizio già dalla preparazione: grande passione alla base dell’organizzazione, coscienza di sé e dei propri limiti, vaglio dei rischi, ricerca di informazioni, letture, allenamento, scambio di esperienze, responsabilità. Questo e molto altro precede la partenza.”

Se volete scoprire di più del viaggio di Adriano e Walter, andate sulla loro pagina Fan su Facebook .

Valentina

Valentina

Viaggiatrice e newly expat in cerca di un posto nel mondo.
Un po' veneta, un po' terruncella, nel 2015 sono partita da Padova con biglietto solo andata. Ho vissuto a Londra e ora mi trovo a Dublino.
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Autore: Valentina

Viaggiatrice e newly expat in cerca di un posto nel mondo. Un po' veneta, un po' terruncella, nel 2015 sono partita da Padova con biglietto solo andata. Ho vissuto a Londra e ora mi trovo a Dublino.

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