In viaggio con…Alessandro Vergari

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Questa settimana torna In viaggio con.. , la nostra rubrica di interviste, alla ricerca dei viaggiatori più interessanti del web.

Vi raccontiamo chi è Alessandro Vergari e perché dovete assolutamente leggere il suo blog se vi piace camminare e vorreste intraprendere un viaggio a piedi.

Ma anche solo se siete alla ricerca di nuove chiavi di lettura per riscoprire il rapporto fra noi stessi  e la terra che calpestiamo.Conosciamo meglio l’ospite di oggi.

Alessandro VergariL’identikit di Alessandro

Nome: Alessandro Vergari

Età: 50

Città di origine: Firenze

Nr. Totale di paesi visitati: “Molti, l’elenco delle nazioni è un po’ fuorviante perché poi conta soprattutto “come” si sono visitate”.

Alessandro è fotografo, scrittore, escursionista, guida ambientale, viaggiatore e vicepresidente della Cooperativa “Walden, viaggi a piedi”.

Viaggia e organizza viaggi per gli altri da molti anni e si è fatto promotore del Social Trekking, attività che si pone come obiettivo la creazione di eventi escursionisti tesi allo scambio e alla condivisione di contenuti attraverso il camminare.

Ama la natura e fa di tutto per ricordarci quanto sia bello riscoprirla, iniziando da una passeggiata.

vergari scarponi albania

Come decidi la tua meta e quanto conta la programmazione?

È un’intuizione, qualcosa che ti arriva da una frase letta in una guida che ti ha incuriosito, da una nota su un libro, che ti fa scoprire un posto che ti sembra abbia un’anima da esplorare.

Insomma, il più delle volte, è assolutamente casuale.

Quindi non è così importante la parte organizzativa?

La programmazione conta e non conta, dipende.

Quando porto un gruppo di persone a camminare cerco di programmare tutto, naturalmente. L’anno scorso quando sono stato in Cappadocia, un percorso di una settimana a piedi, mi ero preparato da casa seguendo i sentieri su delle carte topografiche russe  in scala 1:50.000 e poi confrontandole su Google Earth.

Anni fa programmavo tutte le fermate e mi ci attenevo, oggi la cosa più bella per me è finire il viaggio in un posto che non avevo nemmeno pensato di visitare.

La tua “valigia sul letto”?

Uno zaino Osprey da 58 litri, sempre pronto con lo stretto necessario.

I segreti di Alessandro

I 3 accessori che non mancano mai nel tuo bagaglio?

Premetto che non ho nessun feticcio, o portafortuna…

Direi che sicuramente c’è il mio smartphone, che mi permette di poter fare foto, registrare, prendere appunti, vedere Google Earth e tenermi in contatto.

Non tanto incredibilmente, ma in certi villaggi molte persone, soprattutto i più giovani hanno il loro profilo Fb e quindi diventa una maniera veloce e semplice per tenersi in contatto.

L’altra cosa che porto sempre nei miei viaggi sono due quaderni: in uno metto le informazioni sul viaggio che raccolgo prima di partire, poi lo arricchisco via via; l’altro è il mio “breviario”, una sorta di zibaldone dove raccolgo brani di libri, storie, frasi, citazioni da leggere per conto mio o condividere con il gruppo.

vergari cappadocia

Partire sempre con..?

Una buona compagnia per dividere le emozioni del viaggio, se possibile.

Non tornare mai senza..?

Acquisti, souvenir o altro non ne faccio quasi più.

Qualche volta un bel sasso raccolto in un fiume o sul mare o un pezzo di legno modellato dal vento e dall’acqua da mettere sul mio mobiletto dei ricordi di viaggio.

Avventura per te significa..?

Mettersi continuamente a confronto con persone, cose, situazioni che non ti aspetti e non conosci.

Qual’è stato il tuo #viaggiodelcuore ? Cosa l’ha reso speciale rispetto alle altre esperienze?

In Albania lo scorso anno, dove ho incontrato persone di un’ospitalità indimenticabile e con tante emozioni, per aver fatto un viaggio un po’ di altri tempi.

In più sono andato con un amica che poi è diventata più che un amica.

Quale invece è il #viaggionelcassetto ancora irrealizzato?

Il pellegrinaggio degli 88 templi nell’isola di Dhikoku in Giappone.

È un percorso antichissimo, una specie di Camino di Santiago giapponese, da fare a piedi naturalmente, anche se sono circa 1400 km.

Ci vorranno due mesi, ma lì, la figura del “henro”, il pellegrino, è molto rispettata; e poi la cultura giapponese e la filosofia buddista mi hanno da sempre affascinato.

Gli aspetti magici del viaggio lento

Intraprendere un viaggio a piedi: cos’è fondamentale sapere?

Direi prima di tutto di sapere quali sono i propri limiti, affrontare viaggi adeguati a essi e avere molta umiltà.

Sapere quando tornare sui propri passi, non chiedere troppo al proprio organismo, almeno nei primi giorni.

Il nostro corpo è una macchina perfetta per camminare, dopo qualche giorno la nostra struttura muscolare si adegua al ritmo del camminare e 30 chilometri al giorno si fanno tranquillamente.

Quale aspetto ti appassiona di più nel racconto di viaggio?

Riuscire a trasmettere le emozioni che ho provato vivendo certe situazioni o vedendo certi posti. In più mi piace anche metterci una nota storica o culturale.

Mi piacciono molto gli aneddoti, le cose curiose che succedono, che si possono legare a fatti più grandi, ad avvenimenti più antichi.

Preferisco camminare più nei territori percorsi dall’uomo che nelle terre selvagge perché i sentieri, soprattutto quelli percorsi da secoli, hanno tantissime storie da raccontare e anch’io stesso, percorrendoli, ne aggiungo un’altra.

vergari fuerteventura

Che peso hanno le foto per te? Quali sono i soggetti che generalmente catturano di più la tua attenzione?

Ho un passato di fotografo, facevo centinaia di diapositive e non potevo pensare di uscire senza la mia macchina fotografica.

Poi sono cambiato e la fotografia è diventata  solo uno strumento di documentazione dei viaggi; faccio tutto con una semplice compatta da meno di 100 €.

Ultimamente poi ho scoperto che con lo smartphone si fanno delle belle fotografie e in più si possono modificare, postare e tutto il resto on-line, quindi diventa uno strumento molto più flessibile e potente.

Le mie sono quindi essenzialmente foto che testimoniano i posti visitati. Non faccio quasi mai foto alle persone che incontro, se non le classiche foto di ricordo, da regalargli personalmente quando ritorno a trovarli, o che gli spedisco al ritorno a casa.

I ritratti, le foto più personali, gli scatti “rubati”, ho smesso di farli; mi sembra un “entrare” troppo invadente, poco rispettoso.

Social network preferito per condividere/pubblicizzare il blog?

Preferisco scrivere sul mio blog personale in WordPress e poi  postarlo su Fb, piuttosto che su Twitter.

Quale sarà la tua prossima destinazione?

Tante in mente… quest’anno avrò due trekking in posti che non ho mai visitato prima: uno in Turchia lungo al Phrygian Way e uno nelle montagne del Caucaso in Georgia.

Poi il prossimo autunno mi regalerò un bel viaggio di più di un mese, probabilmente di nuovo nel Caucaso che, più ne leggo, più mi sembra un posto interessantissimo.

Ma anche in Italia ci sono molti posti che voglio visitare… vedremo, vi terrò aggiornati.

Non ci resta che seguire Alessandro sul suo sito, e scoprire i trek di Walden qui.

Valentina

Valentina

Viaggiatrice e newly expat in cerca di un posto nel mondo.
Un po' veneta, un po' terruncella, nel 2015 sono partita da Padova con biglietto solo andata. Ho vissuto a Londra e ora mi trovo a Dublino.
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Autore: Valentina

Viaggiatrice e newly expat in cerca di un posto nel mondo. Un po' veneta, un po' terruncella, nel 2015 sono partita da Padova con biglietto solo andata. Ho vissuto a Londra e ora mi trovo a Dublino.

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