L’Albania che non mi aspettavo

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È giunta l’ora di vedere con i nostri occhi la  tanto chiacchierata Albania…

Prosegue infatti il nostro “Balcanian Tour”, e la destinazione di oggi è Saranda, in Albania.

Abbiamo intenzione di interrompere la nostra “discesa verso sud” e fermarci qui un giorno, per riprendere un po’ il fiato e per i primi bagni di mare e di sole.

Partiamo, non senza un po’ di timore ma talmente curiosi di vedere questo paese che conosciamo solo per il grande esodo dei profughi albanesi verso l’Italia.

Sappiamo che davanti a noi abbiamo circa 600 km da percorrere, strade non veloci, ed un sole caldo caldo….

L’adrenalina dell’avventura

Siamo stati avvertiti di prestare attenzione alle strade, per le loro buche insidiose e per il traffico “particolare”.. ma quello che abbiamo incontrato non ce lo aspettavamo proprio.

 

trasporto merci albaniaLe buche sono in realtà dei crateri e a volte la strada si trasforma in una colata di cemento oppure a tratti diventa uno sterrato. Insomma, per percorrere i circa 600 km che ci separavano da Saranda ci sono volute ben 13 ore di moto. 

Dunque, fatta colazione, abbiamo lasciato l’albergo, diretti verso sud, sempre con l’aiuto della cartina geografica.

Dopo qualche ora di strada, interrotta da una pausa caffè fatta in un piccolissimo paesino, dove abbiamo scambiato qualche parola con il proprietario che parlava in italiano, siamo arrivati al confine tra il Montenegro e l’Albania.

traffico albaneseQui abbiamo scoperto che l’Albania non è coperta da nessuna assicurazione, e infatti se guardate bene il foglio verde che solitamente accompagna il tagliando assicurativo noterete che il paese è barrato.

Si deve obbligatoriamente farla sul posto, al confine, anche perché una volta che si uscirà dal paese viene scrupolosamente verificato dagli addetti alla dogana se vi siete assicurati. 

confine montenegro albania

Il doganiere ci indica gli uffici di assicurazione operativi li sul posto, o per meglio dire dei piccoli prefabbricati con all’interno una scrivania, una sedia e il ventilatore.

Scendo dalla moto mi dirigo verso una a caso di queste assicurazioni ma gli uffici sono tutti vuoti; mi guardo attorno con la speranza che qualcuno degli addetti mi noti ma non vedo nessuno; dopo qualche minuto di attesa sotto il sole di mezzogiorno la mia attenzione viene richiamata da una zingara seduta su una sedia a bordo strada che chiede la carità alle auto di passaggio. In braccio tiene un  bambino di circa un anno.

Mi urla qualcosa e capisco che mi indica un uomo seduto al bar, all’ombra della tettoia. 

Ringrazio la signora con un cenno e mi avvio verso il bar e verso “l’assicuratore”.

Quando questo capisce che si tratta di una moto, prende in mano il cellulare e si mette e parlare.

Ho intuito che deve avere chiesto il prezzo; probabilmente non sono molte le moto che passano da quelle parti!!

Compila un modulo copiando i dati dal libretto della moto, mi fa firmare e una volta pagato i 15 Euro richiesti lo saluto e volto i tacchi.

assicurazione albanese moto

Intanto si stava avvicinando Ivan, probabilmente preoccupato perché non mi vedeva più tornare, e dietro a lui noto anche la signora con il bambino in braccio in cerca di una ricompensa che le ho dato volentieri.

Ripartiamo procedendo a bassissima velocità perché la strada davanti a noi è occupata da un uomo che stata tranquillamente conducendo due mucche, mentre la corsia opposta è occupata dalla lunga fila di macchine dirette in Montenegro.

La lenta andatura ci ha permesso di notare la differenza tra il Montenegro, che avevamo appena lasciato, e l’Albania.

Fruttivendolo albanese

A parte i colorati accampamenti degli zingari sorti in prossimità della dogana, ci ha colpito molto l’assenza del verde, i campi sassosi e le discariche a cielo aperto.

Direzione Saranda

Come vi avevo anticipato, la nostra meta era Saranda, ed il nostro itinerario prevedeva di toccare le città di Scutari, Lezhè, Durazzo, Vlorè.

Massiccio rosso albanese

A Scutari abbiamo perso un po’ di tempo perché non ci eravamo accorti di essere entrati in città, vuoi per nostra distrazione vuoi per le poche insegne stradali; comunque dopo aver girato nel traffico, piuttosto caotico, ci siamo fermati davanti ad un vigile impegnato a soffiare nel fischietto.

In verità, non abbiamo capito a chi fischiano i vigili albanesi, dato che tutti, auto, moto, pedoni, apparentemente fanno quello che vogliono. Comunque il vigile, molto disponibile, ci ha messo sulla strada giusta e da li in poi non abbiamo più sbagliato.

Lunch Albanese

Pausa pranzo in un bar/tavola calda lungo la strada; pensate che per un panino e una lattina di coca cola abbiamo pagato soltanto 1,50 Euro.

Il caldo ci ha costretti a fare diverse soste. Una di queste poco prima di arrivare al bivio Durazzo-Tirana. Ci siamo fermati in un’area di servizio lungo la strada.

time break albania

Qui ci ha colpito molto la gentilezza dei titolari del bar che appena ci hanno visto scendere dalla moto si sono attivati spostando un tavolino e due sedie in una zona di ombra proprio per noi.

Abbiamo iniziato a parlare con il titolare che ha riesumato l’italiano studiato a scuola; ci ha raccontato che aveva vissuto in Grecia per diversi anni, dove si era trasferito in cerca di fortuna.

Prima di ripartire ci ha dato dei suggerimenti sulla strada migliore da fare e decidiamo di seguire i suoi consigli.

strade albanesi

L’ambita mèta

sentiero che porta al mare in Albania

Arriviamo a Saranda verso le nove di sera.

La città si presenta come una normale località di mare, piena di alberghi, molti ancora in fase di costruzione, ma con moltissimo traffico.

Raggiungiamo il nostro albergo che si trova un può fuori dal centro.

L’albergo: è carino e dispone di un parcheggio interno e custodito per la nostra moto.

Data l’ora tarda decidiamo di cenare in una trattoria proprio di fronte al ristorante, un drink e poi “subito” a nanna. 

appunti di viaggio albania
La decisione di rimanere fermi oggi è stata proprio una manna dal cielo”” Soprattutto dopo la lunga “cavalcata” di ieri… ;o)

Ci siamo svegliati con calma e saliti sulla terrazza dell’albergo per fare colazione.

Albanian Breakfast

 

La giornata è splendida e la vista che si gode da lassù è stupenda, lo sguardo corre verso l’isola di Corfù che si staglia lì davanti.

la spiaggia di seranda

Rimaniamo piacevolmente sorpresi nello scoprire che in albergo non siamo gli unici italiani; nel tavolo a fianco al nostro ci sono due giovani famiglie, con bimbi piccoli.

Senza volerlo, sentiamo che si stanno preparando per fare una visita all’isola greca.  

Saranda beachNoi invece oggi ci accontenteremo della spiaggia di fronte all’hotel. 

Il mare è bellissimo, d’altronde ci troviamo in linea d’aria all’altezza della nostra Puglia.

giornalaio da spiaggia

La giornata trascorre tranquilla, tra bagni in mare e brevi riposini alternati alla lettura di un buon libro.

Per il pranzo approfittiamo del bar della spiaggia. 

sunset albanian

La movida di Saranda contro ogni immaginazione

Per la cena, invece, decidiamo di recarci in centro.

Recuperiamo la moto ma dopo qualche km ci rendiamo conto che non è stata una buona idea!

Il traffico è davvero troppo e gli albanesi sono proprio indisciplinati, per non parlare delle buche nelle strade e dei tombini senza coperchio!!

Per poi arrivare nel cuore del paese senza trovare un buco dove poter parcheggiare la moto.

night of SarandaDecidiamo di rientrare in albergo e di chiamare un taxi per farci riaccompagnare in centro.

Ottima decisione, con pochi euro, seduti tranquilli e rinfrescati dall’aria condizionata, arriviamo a destinazione. 

Ci dirigiamo sul lungomare dove si concentrano i ristoranti e altri locali.

Dinner to SarandaC’è molta gente che passeggia sfilando difronte ai soliti venditori di gadget, alle giostre per bambini, alle bancarelle che vendono dolciumi e, come poteva non mancare, la bancarella che vende pannocchie arrostite.

Molti sono turisti stranieri, si sente parlare molto l’inglese oltre che all’italiano.

Scopriamo poi con stupore che nel nostro albergo sono passati diversi turisti scandinavi;  a testimonianza del loro passaggio hanno scritto i loro nomi e località di provenienza sui muri della terrazza panoramica dell’albergo.

Si riparte…

Drink to Saranda

L’indomani lasciamo Saranda diretti in Grecia, dove abbiamo intenzione di trascorrere qualche giorno nell’isola di Skiathos…ma questa è un’altra storia…

Stay Tuned!

 

Federica R.

Amo viaggiare a 360°, e non riuscendo più a tenere per me la quantità incredibile di emozioni che i viaggi mi regalano, ho cominciato a scrivere le mie avventure su questo Blog...

Seguitemi e vi farò vedere il mondo con i miei occhi!
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4 pensieri riguardo “L’Albania che non mi aspettavo

  • Avatar
    26 Aprile 2014 in 09:00
    Permalink

    Decisamente una meta diversa dal solito, per poi scoprire con piacere che vive già di un suo discreto turismo europeo. I viaggi in moto sono bellissimi, perchè te li vivi proprio sulla “pelle”, scegliendo i tuoi itinerari. Complimenti 🙂

    Risposta
  • Avatar
    2 Aprile 2017 in 14:14
    Permalink

    Ciao ho letto che a saranda i locali sono sul lungomare, ma intendi la zona porto? Grazie per l’attenzione.

    Risposta
    • Federica R.
      2 Aprile 2017 in 21:58
      Permalink

      Ciao, mi ricordo che c’era un piccolo porticciolo turistico. Hai intenzione di andarci? Vedrai, ti piacerà!

      Risposta

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